Quando sentiamo parlare di business model ci viene in mente tutto l’insieme di strategie e soluzioni organizzative che consentono ad un azienda di creare valore, dalla value proposition alle risorse, dai partner alle relazioni con i clienti, i canali, le strutture di costo e i flussi di reddito.

 

Il business model esponenziale, invece, pur condividendo le stesse aree di quello tradizionale, ha degli obiettivi totalmente diversi. Se i modelli di business classici sono progettati per aumentare i profitti e diminuire i costi, quello esponenziale ha l’obiettivo di moltiplicare di 10 volte il valore attuale.

 

Per farlo, bisogna iniziare a pensare in maniera completamente nuova all’attivit√† che si svolge e al mercato di riferimento. In un certo senso, il business model esponenziale richiede anche un‚Äôimmaginazione esponenziale, che consenta di ri-pensare il proprio business affidandosi solamente alla generazione di nuove idee nell’organizzazione.

 

Riprendiamo la revisione del business model canvas presente sul sito SingularityHub (Singularity University):

business model esponenziale

 

I pilastri del business model esponenziale

In breve, il business model esponenziale “traduce” i 9 cardini del business model trasformandoli in:

  1. Solve problems for many:¬†dalla classica individuazione del segmento della clientela a cui l’azienda si rivolge con i suoi prodotti/servizi, si passa alla concezione che un’azienda dovrebbe aver il compito di riuscire a risolvere le problematiche e le necessit√† effettive del maggior numero di persone possibile
  2. Value proposition: ogni business dovrebbe pensare a cosa e come digitalizzare all’interno della propria proposta di valore e come poter sviluppare i propri prodotti nel mondo digitale
  3. Customer relationship: l’azienda dovrebbe sviluppare un nuovo modo per comunicare e relazionarsi con i propri clienti, basato sulla condivisione di idee, progetti e sulla collaborazione reciproca
  4. Channel: per ampliare il proprio business e la propria audience, la strategia migliore è quella della social collaboration, che  consente alle persone di contribuire alla creazione del valore di un brand, in modo multi-direzionale e multi-channel
  5. Key activities: ¬†per “far funzionare un business” oggi la strada da percorrere √® quella dell’automazione e della scalabilit√† dei processi, possibile grazie alle soluzioni tecnologiche che permettono di eliminare le attivit√† di routine, per concentrarsi sulle attivit√† che creano valore
  6. Key activities: essenziale √® l’adozione della filosofia¬†lean in ogni processo chiave della propria azienda, con l’obiettivo di minimizzare ed eliminare gli sprechi
  7. Key activities, resources and partners: al centro di ogni strategia, dovrebbe svilupparsi un algoritmo che consenta di moltiplicare i propri risultati (l’esempio perfetto qui, √® Google stesso)
  8. Key resources: dal lavoro tradizionale, ad un network di lavoratori che condividono le proprie esperienze, che lavorano in autonomia e che sviluppano una cultura aperta, basata sul supporto reciproco e sulla condivisione
  9. Partners: partner tra loro differenti, provenienti da settori e vissuti diversi, possono lavorare insieme e beneficiare (tutti) del valore integrato creato dalla partnership creata (il valore è maggiore della somma delle parti)

 

Con queste riflessioni, ispirate al post di startupbusiness.it, noi di Custodi di Successo ci auguriamo di avervi dato degli spunti su cui riflettere per poter sviluppare una startup innovativa, non convenzionale e orientata al successo!

 

 

Fonte:
www.startupbusiness.it
Rielaborato da Custodi di Successo