Oggi, desideriamo condividere con voi le  considerazioni di Arun Sundararajan (esperto di economia condivisa), che nella sua ultima pubblicazione (“The sharing economy: the end of employment and the rise of crowd-based capitalism”) spiega come il mondo del lavoro si stia progressivamente evolvendo, lasciando sempre più spazio all’imprenditoria femminile.

Secondo l’esperto, la rete sta trasformando i modelli centralizzati delle aziende in ambienti dedicati ad individui che gestiranno il loro tempo e le loro risorse in modo autonomo, dove la distinzione tra vita privata e lavorativa sarà sempre meno evidente. Le aziende diventeranno luoghi da vivere, dotati di spazi con opportunità ricreative (palestre, spa, teatri, ecc), ma contemporaneamente, gli individui potranno lavorare ovunque (a casa, in ufficio, in viaggio, in spiaggia, ecc).

 

COSA CAMBIA

In primis, le regole del mondo del lavoro (l’individuo può scegliere come, dove e quando lavorare), ma non solo. È la natura del business che cambia: sempre più distanti dalle grandi corporation, le piattaforme digitali che offrono contributi individuali diventano sempre più gli aggregatori della domanda di beni e servizi di qualsiasi settore.

Il cambiamento più grande, però, sta nel progressivo riequilibrio tra i sessi. Sundararajan sostiene che nelle aziende (anche multinazionali) saranno i gruppi sottorappresentati che beneficeranno della sharing economy, basata sulla fiducia nel fornitore. Le donne, infatti, portate per natura a creare rapporti basati sulla fiducia, saranno privilegiate: lo dimostra il settore tecnologico, storicamente dominato dagli uomini, ma che sta progressivamente lasciando spazio alle imprenditrici femminili. Ad esempio, anche se i trend passati dimostrano che gli uomini ricevevano più finanziamenti (rapporto 12:1), sui siti di crowfounding sono le donne ad avere più successo. Lo conferma anche una ricerca congiunta della New York University e della Wharton Business School: il 65% delle startup guidate da donne raggiunge gli obiettivi di finanziamento prefissati, contro il 30% di quelle guidate da uomini. Inoltre, il 37% dei progetti innovativi femminili trova supporto finanziario online, a fronte del 32% di quelli maschili.

 

Se digitalizzazione, cultura della fiducia e creatività potranno essere la base per nuove idee imprenditoriali, i Business Angels di Custodi di Successo non mancheranno di supportare le nuove startup nella strada del loro successo!

 

Fonte:

repubblica.it

Rielaborato da Custodi di Successo

 

 

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