Le startup che operano nel mercato del life science hanno caratteristiche particolari:

  1. Sono IP intensive, in quanto la maggior parte del valore che generano nasce da una scoperta o da un’invenzione che queste imprese sono in grado di sfruttare in modo esclusivo (con un brevetto), o in modo da mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai competitor.
  2. Il loro mercato di riferimento è altamente regolamentato e tutte le fasi di ideazione, di sviluppo, di lancio e commercializzazione dell’offerta vanno svolte entro specifici limiti normativi e seguendo iter particolari.

Questi due aspetti rendono queste startup del tutto particolari rispetto a tutte le altre e, quando arriva il momento di andare alla ricerca degli investitori, devono avere tutte le carte in regola dal punto di vista della proprietà intellettuale e tenere conto della loro particolare regolamentazione.

 

La proprietà intellettuale

Dopo aver depositato un brevetto (operazione che dovrebbe essere fatta nel più breve tempo possibile), gli startupper dovrebbero tenere conto di due aspetti:

  1. La possibilità di sfruttare alcune invenzioni in regime di segreto e la necessità di tutelarne le informazioni
  2. La gestione delle invenzioni create dai fondatori e dai dipendenti dell’impresa

In Italia, la tutela delle informazioni segrete è tra le più avanzate d’Europa perché la normativa in vigore prevede che siano tutelate sia le informazioni aziendali sia le esperienze tecnico-industriali che:

  1. Siano segrete (non accessibili o note agli esperti e agli operatori del settore)
  2. Abbiano valore economico in quanto segrete

Di conseguenza, il detentore delle informazioni segrete può vietare a soggetti terzi di acquisire, rivelare e abusare questi dati.

Nel settore del life science, inoltre, il segreto di solito è utile se usato in combinazione con le invenzioni protette dal brevetto. Infatti, si può decidere di brevettare la composizione di un prodotto farmaceutico conservando il segreto sul relativo processo produttivo per mantenere la superiorità tecnica nei confronti dei competitor anche quando il brevetto sarà scaduto e di rendere più difficoltosa l’entrata sul mercato degli omologhi farmaceutici generici o biosimilari.

Con l’obiettivo di presentarsi nel modo migliore agli occhi degli investitori, è bene che le startup facciano una mappatura del proprio know-how per capire se il loro know-how possa essere protetto come segreto aziendale. Successivamente, l’impresa dovrà assicurarsi che il know-how segreto sia sempre protetto con misure adeguate, di tipo fisico, logico e contrattuale.

 

Depositare al domanda di brevetto

Di solito, gli startupper tendono a depositare a proprio nome le domane di brevetto e di marchio inerenti alle invenzioni e ai marchi di pertinenza del business. La ragione di questa tendenza è che spesso, al momento della domanda, la startup non è ancora formalmente nata: la costituzione dell’impresa viene posticipata per evitare costi e burocrazia. Tuttavia, questo trend può, nel tempo, rivelarsi problematico. Quando la società si presenta agli investitori, spesso accade che essa utilizzi i diritti di proprietà intellettuale che non le appartengono formalmente. Di regola, sarebbe opportuno procedere con al costituzione della società quando matura l’esigenza di depositare un marchio o un brevetto, in modo da che i successivi depositi possano essere effettuati dall’ente a proprio nome.

Sul fronte normativo, fin da subito lo startupper deve chiedersi che caratteristiche dovrà avere il prodotto, per consentirne una precisa classificazione e una corretta identificazione della normativa ad esso applicabile. In questo settore, solitamente le categorie più interessanti sono quelle dei farmaci e dei dispositivi medici. In apparenza facilmente distinguibili, questi settori hanno linee di confine non sempre limpide: ad esempio, un prodotto nato come dispositivo medico può trasformarsi in un prodotto farmaceutico e viceversa.

 

Come in tutti i settori, anche nel campo del life science le startup devono avere sempre un occhio critico e mai definitivo al prodotto che stanno creando. In questo modo, il percorso regolamentare che servirà a lanciare un prodotto nel mercato sarà più semplice e lineare.

A tutte le startup di questo settore noi di Custodi di Successo auguriamo un buon percorso di crescita!

 
 

Fonte:
startupbusiness.it
Rielaborato da Custodi di Successo

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